Il marmo
Il termine marmo deriva dal greco antico e significa "pietra splendente".

Il basso indice di rifrazione della calcite, che permette alla luce di penetrare nella superficie della pietra prima di essere riflessa, dà a questo materiale e soprattutto ai marmi bianchi, una speciale luminosità, che lo ha reso particolarmente apprezzato sin dall'antichità.
Il colore del marmo dipende dalla presenza di impurità minerali (argilla, sabbia, ossidi di ferro, …), esistenti in granuli o in strati all'interno della roccia sedimentaria originaria.
I marmi bianchi sono esito della metamorfizzazione di rocce calcaree prive di impurità.

Il marmo di Carrara, estratto dalle cave delle Alpi Apuane, è universalmente noto come uno dei marmi più pregiati.
Le cave di marmo di Carrara erano probabilmente già utilizzate durante l'età del rame dai primitivi abitanti della zona per produrre utensili vari e oggetti decorativi; ma è con i Romani che si sviluppò l'attività estrattiva vera e propria.

Con le invasioni barbariche (V secolo) l'attività estrattiva subisce un periodo di stallo, per riprendere però attivamente con la diffusione del cristianesimo e continuare incessantemente fino ai giorni nostri.
L'estrazione del marmo in cava è stato un continuo divenire di documenti vivi e drammatici attraverso i secoli, dal sistema della tagliata dei romani, al rivoluzionario filo elicoidale, all'attuale filo diamantato, tanto veloce quanto pericoloso. Tra gli anfratti delle cave sono percepibili gli eroismi e i sacrifici dei cavatori che con tenacia e capacità contribuiscono ancora oggi a portare l'oro di Carrara nel mondo.

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